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Eccellenti pietanze a base di baccalà norvegese // Bakalar Milena

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La storia del baccalà

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La storia del baccalà

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Il merito di aver introdotto il baccalà in territorio croato, e in particolare in Istria, nel Quarnero e in Dalmazia, è da attribuirsi al commerciante e nobile veneziano Piero Querini. Il 25 aprile 1431 Querini salpò dall'isola di Creta, che all'epoca si trovava sotto il dominio veneziano, proprio come il territorio croato. In qualità di capitano guidò la propria nave mercantile verso i porti di Bruges e Anversa per effettuarvi degli scambi commerciali. Una volta superata La Manica, sopraggiunse però una terribile tempesta che provocò l'affondamento della nave. Querini e i marinai sopravvissuti proseguirono il loro viaggio su alcune scialuppe di salvataggio. Il maltempo li trasportò fino all'estremità settentrionale della Norvegia, in prossimità dell'arcipelago delle Lofoten, dove vennero accolti dai padroni di casa e fu loro offerto ciò di cui disponevano in abbondanza: il pesce STOKVIS (baccalà o GADUS MORHUA). Da buon commerciante, Piero Querini tornò in patria portando con sé grandi quantità di baccalà e inaugurò così nuove rotte mercantili. La sua iniziativa può essere considerata idealmente come l'evento con cui far coincidere l'ingresso del baccalà nella cucina mediterranea. La vera storia dei viaggi del baccalà inizia però nel XVI secolo, quando l'importazione di questo pesce nei paesi europei raggiunse livelli notevoli. Alla base dell'utilizzo del baccalà vi era la grande povertà che regnava allora in Europa. Se da un lato i ricchi mangiavano il pesce fresco, i poveri si dovevano accontentare di quello secco. Con il passare del tempo le cose sono cambiate e il baccalà è diventato una delizia sempre più presente anche sulle tavole dei ricchi, specialmente durante le festività o i periodi di digiuno, da gustare in centinaia di varianti.